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giovedì 4 dicembre 2008

La mafia che ci riguarda!

Andrea Vecchio è un imprenditore catanese che si è rifiutato di pagare il pizzo alla famiglia Santapaola ed ha denunciato e fatto arrestare i suoi estortori.
Ieri notte ha subito il furto di due escavatori da un cantiere in corso per la costruzione di una parte di autostrada nei pressi di Siracusa.
Ma non è un caso isolato: ne ha subiti ben sei negli ultimi sette mesi.
Adesso Andrea Vecchio non sa più che fare: vorrebbe ritirare la sua ditta da quel cantiere, ma in questo modo dovrebbe licenziare oltre quaranta lavoratori.

Questo ulteriore episodio ci faccia rendere conto di come le estorsioni e i danni nei confronti di un'azienda da parte della mafia, non riguardano solamente l'imprenditore colpito, ma diviene ben presto un problema sociale.
E in Sicilia non c'è persona che non sia colpita dalla mafia, anche solamente per il semplice motivo che alcune aziende sono costrette ad aumentare i prezzi dei prodotti in vendita per sopperire all'uscita di denaro dovuta al pagamento del pizzo.
Probabilmente, però, coloro che ne pagano maggiormente le conseguenze, oltre all'imprenditore stesso ovviamente, sono gli impiegati che talvolta subiscono una dimuzione di stipendio.

La mafia non riguarda solo coloro che la subiscono direttamente: riguarda tutti noi e non possiamo più continuare ad ignorarla!

martedì 18 novembre 2008

Il patrimonio del cassiere del boss

Giuseppe Grigoli è stato arrestato il 20 dicembre scorso per concorso esterno in associazione mafiosa e da subito è stato considerato il "cassiere" del boss latitante Matteo Messina Denaro.
A gennaio gli hanno sequestrato beni per un valore totale di 200 milioni di €uro; oggi per un valore di 700 milioni di €uro.
Si tratta di beni mobili e immobili appartenenti a vari gruppi facenti capo a Grigoli.
L'imprenditore, attraverso i suoi gruppi, controllava la catena di supermercati Despar nei comuni delle province di Trapani, Palermo ed Agrigento.
L'arresto di dicembre è avvenuto grazie ai "pizzini" ritrovati nel covo di Bernardo Provenzano in base ai quali era chiaro il ruolo di Grigoli nei confronti di Messina Denaro.
Ai giornalisti che gli chiedevano se l'operazione di oggi rappresenti un passo avanti verso la cattura di Messina Denaro, Scarpinato (procuratore aggiunto presso la Dda di Palermo) ha risposto "stiamo cercando di prosciugare l'acqua in cui nuota questo pesce, speriamo che avere disarticolato parte della sua potenza economica ci aiuti a raggiungere l'obiettivo finale".
I beni sequestrati a Grigoli sono 12 società, 220 fabbricati tra palazzine e ville, 133 appezzamenti di terreno per 60 ettari e uno yatch di 25 metri.
(fonte: www.a.marsala.it)

Ma ci troviamo davvero vicini alla cattura di Matteo Messina Denaro?
Probabile. Non si può negare che negli ultimi anni lo Stato ha svolto un ottimo lavoro per colpire l'organizzazione mafiosa, ma togliendo i grandi boss, rimangono i piccoli, rimangono quelli che colpiscono direttamente il popolo, tendendolo in una morsa di dipendenza economica e sociale, togliendo la dignità a chi creca lavoro e stando seduti nelle poltrone più spaziose della politica siciliana.